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Da più di cinquant’anni i Kwara’ae lasciano Malaita, la loro isola di origine, per costruirsi una nuova vita a Honiara, capitale delle Isole Salomone. Quando raccontano della loro condizione, parlano di Malaita come di un luogo primitivo, isolato e senza speranza di sviluppo, e vedono invece Honiara come la moderna città di arrivo, dove tutto può succedere. Tuttavia, Malaita è anche un simbolo di unità, cooperazione e di forte identità. Honiara, al contrario, è il luogo dove regnano diversità, competizione, dove gli individui vivono separati, dove la vita è dura.

 

Ciononostante, i Kwara’ae continuano a lasciare Malaita e a stabilirsi a Honiara. Perché? C’è chi sostiene che i migranti come loro non facciano che peggiorare la città.

 

Questo libro racconta invece come i Kwara’ae di Honiara si impegnino ogni giorno per rendere Honiara un posto migliore dove vivere, superando le difficoltà della vita urbana e adattando creativamente i valori della loro cultura.

"Se la teoria antropologica è rimasta per così tanti anni in un tale stato di stagnazione, ciò è in parte dovuto al fatto che, benché si sappia abbastanza bene cosa sarebbe necessario fare per rinnovarla e vivificarne le idee, nessuno sembra intenzionato a fare il primo passo. Farlo richiederebbe un buona dose di ambizione quanto di umiltà ed è raro trovare qualcuno equipaggiato con una quantità sufficiente di entrambe. Questo libro fa certamente eccezione."

David Graeber

Isole Salomone. Un paradiso. O forse no? La First Lady è in visita al padre malato quando rimane vittima di un agguato. Se il caso restasse irrisolto il paese potrebbe sprofondare nel caos. Ma tutte le piste sembrano portare in direzioni diverse. Che cosa unisce un pastore pentecostale, un politico compromesso, un capitalista spietato e una leggenda melanesiana? Per scoprirlo e dare così un volto all'assassino, c'è bisogno di un antropologo.

​È un libro fatto per emozionare, ma anche per insegnare cose che pur provenendo dall'altra parte del mondo ci dicono chi siamo.

Partecipando nella sezione inediti dei rispettivi concorsi, gli è stato assegnato il Premio Letterario Città di Sarzana 2018, il Premio Letterario Lagunando 2018, e il Premio Letterario Il Convivio 2018. Nella sezione Eventi è possibile trovare i dettagli di questi premi. Nella sezione Reviews sono raccolti i giudizi su questo romanzo.

"...è un viaggio in luoghi sconosciuti come le Isole Salomone, ma anche un familiare ritorno agli ambienti universitari e post universitari. È giallo, è un saggio, Un viaggio tutto d'un fiato nelle  scelte di ciascuno di noi, quelle scelte che richiedono coraggio e la volontà di non tacere. Di non portarsi dentro pesi che graveranno sulle nostre future coscienze..."

 

Andrea Meroni

Il DIario di Campo delle Isole Salomone è la cronaca di tredici mesi di ricerca di campo tra Guadalcanal e Malaita, seguendo una popolazione di migranti che vive avanti e indietro tra il distretto dei Kwara'ae e l'accampamento di Gilbert Camp.

La quotidiana lotta per mantenersi sano di corpo e di mente si intreccia con la meraviglia di fronte alla bellezza sconfinata del Pacifico e alla continua sorpresa di fronte alla immensa creatività culturale dei suoi abitanti. A questo si aggiungono anche le difficoltà legate al lavoro, perché per quanto possa sembrare strano, alla fine anche fare l'antropologo non è altro che un lavoro.

Scambi di doni, accuse di stregoneria, sparatorie, pesca subacquea, esorcismi sincretici, discoteche indiavolate, e tensioni politiche sono solo alcuni dei temi di questa storia vera fino all'ultima parola.


"Mi hai fatto sbellicare dal ridere con la faccenda del comunismo e delle banane! Hai ragione, per noi l'individuo è sacro, per loro evidentemente lo è il bene comune, e l'individuo viene solo dopo; ne hai già avute diverse prove. Che poi, per un occidentale, anche 'sta questione del bene comune spesso ci sa un po' di truffa..."

 

Lettrice del Diario

Le storie raccontate in questo libro sono brevi, adatte alla buonanotte, ma anche a chi ha bisogno di un pensiero piccolo e bello nel prendersi un caffè, e anche a chi è sempre in movimento ma non vuole rinunciare a vivere con profondità. Sono anche storie divertenti, perché c'è sempre un risvolto di qualche tipo, una sorpresa, una battuta. E poi sono storie vere, nel senso che ognuno dei personaggi è, in qualche modo, esistito. Per questo è così facile ritrovarcisi.

 

La Favola del Giovane Venditore di Tè narra la storia di un giovane che viaggia diretto verso la valle dei Re, un luogo leggendario, circondato da un'aura di ricchezza e sapienza. 

Lungo il suo cammino incontra molti personaggi diversi che costituiscono al tempo stesso delle prove da superare e delle occasioni per imparare importanti lezioni. 

E poi ci sono molte altre storie, le trovate tutte qui.

"La Favola del Giovane Venditore di Tè" è stata scritta su delle cartoline nel corso di un viaggio. La destinataria le ha tenute e abbiamo deciso di condividerle

Così come anche la storia di come sono nate le altre storie.

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A seguito dell’eruzione del Vesuvio, avvenuta la notte dell’otto aprile 1906, Agnello e la moglie Annunziata perdono le rispettive famiglie e sono costretti a cominciare una nuova vita con le loro sole forze. La nascita del loro primogenito, Antonio, non porta gioia nella loro esistenza, ma piuttosto la consapevolezza di non poter restare con le mani in mano. Ma il pescatore è vittima di una maledizione: le bocche da sfamare aumentano, e sono quelle di sole figlie femmine. 

S’intrecciano con la narrazione numerosi spaccati della Napoli d’inizio novecento, con le sue arti e i suoi mestieri, i suoi personaggi imprevedibili, le leggende e il folklore. Così, le vicende di una famiglia sventurata vengono attraversate dalle storie di cavalli millenari, sirene dalla pelle nera, monacelli, spiriti maligni e viandanti dai poteri magici.

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Rodolfo Maggio