Troppo sesso (o forse no)

Anche questa volta ho ricevuto più sesso di quel che avrei voluto e la cosa mi ha dato da pensare. Soprattutto perché ho scoperto di non essere il solo ad aver avuto questa sensazione, leggendo 1Q84 di Haruki Murakami. A questo punto ti starai chiedendo se sia il caso di andare avanti, per almeno una delle seguenti ragioni.


Possibilità 1: La vita sessuale (di chi, non importa) ti interessa molto di più della letteratura. Supponendo che della prima non parlerò affatto, te ne andrai. O forse a questo punto vuoi dimostrare a te stesso che in fondo anche della letteratura ti importa qualcosa? Mi darai una seconda possibilità?


Possibilità 2: Ti senti preso in giro perché ho usato il sesso come esca. La cosa ti dà ancora più fastidio perché ha funzionato. Te ne vai quindi per una questione di principio: non si dà una seconda possibilità a uno scrittore truffaldino. Eppure... "i poeti, che strane creature, ogni volta che parlano, è una truffa."


Possibilità 3: Pensi: "se questo scribacchino da quattro soldi si riduce a tali mezzucci, certo non può essere degno della mia attenzione". Anche io la penso così, eccetto che poi mi ritrovo tra le mani uno dei meravigliosi libri di Murakami, e qualcosa non torna. Se anche lui, che non è uno scrittore da quattro soldi, usa questi 'mezzucci' (peraltro a profusione) una ragione ci dovrà pur essere.


Che cosa provoca esattamente il sesso nella letteratura?

La prima cosa che mi viene da pensare è che l'abbondanza di scene di sesso, di pensieri di sesso, di ricordi di sesso, di svolte nella trama a base di sesso, di sesso anche quando non c'entra niente, potrebbero avere una funzione diversa da quella ovvia. Quella ovvia è, appunto ovviamente, di stimolarci un po' più in basso rispetto al cervello, al cuore, o alla pancia, nel caso ci fossimo assopiti, per convincerci ad andare avanti. Che importa che ciò avvenga per morbosità? L'importante è non perdere i tuoi occhi.



Murakami forse pensa che, in quanto esseri viventi che per la maggior parte della vita sulla Terra non hanno avuto altro scopo che la riproduzione, abbiamo necessariamente una tendenza ad 'attivarci' quando, nel bel mezzo di una storia dalla trama complessa, di un intreccio tra vari livelli di lettura, all'incrocio degli archi narrativi di molteplici personaggi che si incontrano attraversando mondi paralleli, ci spunta un bel cazzo. È una possibilità del tutto valida, ed è bene menzionarla subito così da toglierla di mezzo e vedere se si può anche immaginare altro.


Sì, perché non è affatto detto che i lettori di Murakami abbiano bisogno di essere risvegliati da un supposto torpore. Lo dimostrano i numerosi commenti che ho trovato leggendo quel che hanno scritto persone che, come me, hanno ricevuto dai suoi libri più sesso di quello che avrebbero voluto trovare.


In giapponese 1Q84 si legge ichi-kyu-hachi-yon, cioè uno-Q-otto-quattro e non "mille-Q-ottantaquattro" come alcuni erroneamente lo pronunciano. Ma ben venga il fatto che la gente ci faccia un po' quello che vuole con i libri. Non è solo giusto che sia così, è un bene, perché le storie hanno una funzione che si attiva solo se ci mettiamo del nostro: il romanzo si completa quando i nostri occhi assorbono i segni e li trasformano in significati attraverso il passaggio dentro le reti neuronali, dove sentiamo il suono delle parole, le immagini, gli odori, le sensazioni e, soprattutto, le emozioni.


Ogni buon autore lo sa e cerca di incoraggiare questo processo attraverso, per esempio, la rimozione dei dettagli: ti dò un vuoto, riempilo tu. Oppure, appunto, ti distraggo con del sesso che non centra niente. È una distrazione abbastanza piacevole, a meno che tu non abbia problemi col sesso. E quindi accetti l'interruzione, ma solo perché sai che dura poco, che non ha molto significato, e che di certo non fa male. Basta che poi si ritorni alla storia e, soprattutto, a quella scrittura dallo stile irresistibile.



In altre parole, forse Murakami mette sesso ogni poche pagine non perché pensa che siamo troppo ferini per attraversare capitoli interi senza una carezza nelle parti intime, ma proprio per la ragione opposta: sa che amiamo le storie ben narrate. E dopo avercene offerta una, ci tiene in sospeso. Ciò ci fa sentire ancor di più il bisogno della storia, ora che mancano solo poche pagine a riprenderla, perfino poche righe.... poi si torna a godere. Per cui, sì, riempiamoci per qualche minuto gli occhi di lingue che scorrono sui capezzoli, di eiaculazioni e di orge tra sconosciuti, che tanto, poi, dopo poco la carne si dilegua e si ritorna alla "ciccia". È una possibilità.


D'altra parte, se non ci fosse sesso ogni poche pagine, forse lo vorremmo. È facile lamentarsi dell'abbondanza. Quelli che se ne lamentano, forse ne sentirebbero la mancanza se i libri di Murakami ne fossero privi. La contraddizione è evidente, ma gli esseri umani non sono qui per fare da modelli di logica aristotelica. E questo Murakami lo sa di certo, altrimenti non scriverebbe cose tanto assurde. E allora il fastidio che ci provocano le scene di sesso potrebbe davvero essere del tutto calcolato:


è la Natura che risale la pancia, il cuore, il cervello, per venire a disturbarci mentre siamo intenti a svincolarci dai nostri bisogni primordiali. O meglio, forse, mentre facciamo finta di volerlo fare, per credere di poter essere migliori di quello che siamo. Ed ora eccoci qui, a parlarne, a scriverne, a condividere le nostre opinioni con persone che neanche conosciamo riguardo al fatto che il troppo sesso ci ha dato fastidio. Ed è così che una delle fondamentali funzioni di una storia, quella di generare dibattito, è stata assolta. Se fosse questo l'intento dello scrittore giapponese, ancora una volta il nostro avrebbe fatto centro. E tuttavia, non è così.


Perché non è poca la gente che scrive di aver messo giù il libro, infastidita, perfino frustrata, dal troppo sesso. Se questo è il risultato, qualsiasi intenzione da parte dell'autore sarebbe quindi almeno in parte sbagliata. Per questo, in conclusione, tendo a pensare che non ci sia molta intenzionalità da parte di Murakami. Il sesso c'è e basta, come ogni altra cosa. Lui lo mette nel suo mondo, un mondo fatto di esseri umani che, tra una cosa e l'altra, fanno sesso con frequenza variabile. C'è chi se ne infastidisce e c'è anche chi nemmeno se ne accorge. In mezzo, nella parte più grassoccia della curva di distribuzione normale, ci sono milioni di lettori.


Non esiste, quindi, una ragione chiara e definitiva sul perché Murakami metta una certa quantità di sesso nei suoi libri. Quel che invece appare evidente è che, indipendentemente dal fatto che il tema abbia dato scalpore, non è questa la ragione per cui lo leggiamo. La ragione è un'altra. Come disse un lettore giapponese: "non mi piace neanche, ma è irresistibile".




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Rodolfo Maggio